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“Fatela subito e senza alcuna preoccupazione, potrebbe proteggerci per anni”



“Nessun particolare controllo da fare” e “anticipare la terza dose non può che essere un bene per proteggersi dal Covid”. A spiegarlo è l’immunologo Francesco Dieli, proprio mentre il Governo ha deciso di ridurre da 6 a 5 mesi la possibilità, per il momento per gli over 40, di fare il booster. Che, secondo alcuni studiosi, potrebbe anche essere la dose ultima e definitiva. “I dati sono molto incoraggianti in Italia – spiega il professore – e ritengo che non dovremmo avere particolari problemi e rischi di chiusure per Natale”.

In molti pensano di dover controllare il livello degli anticorpi prima di fare la terza dose, è una cosa che ha un senso?
“Assolutamente no. Bisogna ricordare che gli studi sia sugli anticorpi che sui linfociti T della memoria sono nati nella prima fase della vaccinazione e per i soggetti che per vari motivi non hanno una risposta immunitaria contro il virus, come persone sottoposte a chemioterapia e a treatment con elevate dosi di cortisone. E’ in quel momento che proprio per queste categorie particolari si è iniziato advert ipotizzare una terza dose per cercare di stimolare una reazione, terza dose che oggi è stata estesa invece a buona parte della popolazione”.

Visto che la risposta immunitaria varia da un individuo all’altro, una persona in buona salute che oggi si trovasse a poter fare la terza dose – essendo trascorsi i necessari 5 mesi dalla seconda – e fosse in realtà ancora pienamente “protetta” dal Covid, potrebbe rischiare qualcosa?
“No, può ottenerne soltanto un vantaggio: con la terza dose si potenzia e si migliora ulteriormente la risposta immunitaria. In relazione agli effetti avversi dobbiamo renderci conto che advert oggi sono state somministrate 8 miliardi di dosi di vaccino nel mondo, una cosa mai vista nella storia dell’umanità, e che le reazioni fatali, specie se si considera una platea così vasta, sono davvero rarissime ed hanno riguardato soprattutto i vaccini a vettore virale, come AstraZeneca e Johnson&Johnson, che non saranno utilizzati per la terza dose”.

Nel laboratorio Cladibior del Policlinico, che lei guida, è possibile sottoporsi al take a look at per valutare la frequenza dei linfociti della memoria, in grado di attivarsi contro gli antigeni della proteina Spike del virus. A chi è rivolto questo take a look at?
“Ai fragili e agli over 80, ai soggetti immunodepressi”.

Qualcuno sostiene che occorrerà vaccinarsi ogni anno contro il Covid. Lei cosa ne pensa?
“Qualcuno si meraviglia che siano necessarie al momento tre somministrazioni del vaccino, ma forse dimentica che i vaccini ai quali veniamo sottoposti durante il primo anno di vita prevedono proprio tre dosi. E’ molto probabile, proprio per ciò che sappiamo degli altri vaccini, che anche per il Covid la terza dose possa essere l’ultima e dunque quella definitiva, o comunque garantire una protezione più lunga, di anni. Lo sapremo soltanto dall’esperienza”.

In diversi Paesi europei i contagi sembrano fuori controllo, in alcune zone è addirittura tornato il lockdown. Dal suo punto di vista cosa ci aspetta per Natale?
“Sono molto ottimista e non credo proprio che in Italia passeremo un Natale come quello dell’anno scroso. Siamo il terzo Paese al mondo per numero di vaccinazioni. Rispetto allo stesso periodo del 2020 i dati ci dicono che la protezione contro ricoveri e terapie intensive è superiore al 90 per cento e che anche rispetto al contagio siamo oltre il 70 per cento. Si stanno valutando in queste ore peraltro ulteriori misure per evitare chiusure, che da un punto di vista economico non possiamo permetterci. E’ probabile che aumenteranno i contagi, certo, ma la situazione ospedaliera per ora è sotto controllo. L’anticipazione della terza dose è utile anche per questo e naturalmente dobbiamo continuare a rispettare le misure di sicurezza, in particolare indossando la mascherina”.



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Written by bourbiza

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