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“L’Asp non ci paga tutte le ore svolte”, protestano i medici delle Usca in prima linea contro il Covid






Redazione

11 ottobre 2021 11:57






I medici delle Usca – le Unità speciali di continuità assistenziale impiegate in prima linea nell’emergenza Covid – lamentano “il mancato pagamento da parte dell’Asp di tutte le ore regolarmente svolte”. La situazione, che si protrae dallo scorso luglio, è finita al centro di una “triangolazione” di lettere tra il sindacato dei medici di medicina generale (Fimmg), l’ufficio del commissario per l’emergenza Covid Renato Costa e la stessa Asp. 


Il nodo della vicenda riguarda il tetto massimo di ore che nell’arco di un mese possono fare i medici contrattualizzati dall’Asp, da liberi professionisti con partita Iva, e assegnati all’ufficio del commissario Covid per eseguire tamponi e supportare la campagna vaccinale. 


“C’è stato un periodo in cui i medici Usca facevano tantissime ore, quindi per evitare che si facessero ore in più non giustificate, l’Asp di Palermo ha messo un limite di 104 ore mensili”. Così il segretario regionale della Fimmg Luigi Tramonte, che ha scritto al commissario Costa per sollecitare “una giustificazione e quindi un’autorizzazione specifica delle ore aggiuntive di straordinario”. L’ufficio del commissario ha garantito la certificazione di tutte le ore svolte dalle Usca, con tanto di consuntivi controfirmati. 

E così la palla è passata all’Asp che, secondo un gruppo di medici, “si rifiuta di pagare tutte le ore di lavoro svolte a copertura dei presidi e dei compiti assegnati, per fronteggiare l’emergenza in atto e supportare la campagna vaccinale, nonostante in alcuni casi esistano delle comprovate esigenze di servizio, come la copertura di un presidio scoperto o logistiche, come per chi lavora nelle isole minori, o la sostituzione di un collega malato”. 


Contattata da PalermoToday, l’Asp precisa che “il tetto massimo stabilito per ciascun professionista è di 200 ore mensili, con una retribuzione di 40 euro lordi all’ora”, così come da contratto che ogni medico di continuità assistenziale ha firmato relativamente alle prestazioni nelle Usca. “In ogni caso, con atto del 20 luglio scorso, opportunamente diffuso a tutte le articolazioni interessate, in presenza di un mutato quadro epidemiologico, – prosegue la nota – la direzione aziendale dell’Asp di Palermo ha disposto con decorrenza giugno 2021, il rispetto nelle liquidazioni del pagamento delle ore nel tetto massimo previsto come da ciascun contratto, riconoscendo le eventuali maggiori ore prestate come riposo in regime di compensazione con l’attività dovuta nel mese successivo nell’ambito delle Usca”. L’Asp, inoltre, aggiunge che “il numero di Usca presenti sul territorio di Palermo e provincia è rimasto immutato ed in linea con quanto stabilito dalle ultime direttive in materia”. 




Nella risposta dell’Asp “c’è qualcosa che non torna, perché oltre le 104 ore non veniamo pagati; mentre loro dicono 200 ore”, duplicate uno dei medici che ha sollevato il caso. “Noi – aggiunge sempre lo stesso dottore – abbiamo contratti da liberi professionisti e non possiamo usufruire del riposo compensativo. Nel senso che se ho 50 ore non pagate non posso non lavorare il mese successivo ed essere pagato lo stesso, anzi perderò anche le ore non svolte”. 









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Written by bourbiza

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