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“All’Acquasanta comandano i Fontana, campano con pizzo e slot”




Non nasconde un certo astio per Gaetano Fontana, l’aspirante pentito a cui la Procura non crede, e cube senza mezzi termini che “all’Acquasanta ci sono i Fontana”, che camperebbero con i soldi di pizzo, macchinette, scommesse on line (su cui avrebbero il monopolio) e affitti che “dividono sempre in cinque parti”, ovvero tra i quattro fratelli – Giovanni, Angelo, Gaetano e Rita – e la madre, Angela Teresi, e che vengono loro consegnati direttamente a Milano. Giovanni Ferrante, che a differenza di Fontana, da collaboratore di giusitizia è sotto protezione già da un paio di mesi, ha raccontanto tante cose ai pm e oggi, nell’ambito del processo nato dall’inchiesta “Mani in pasta”, sono stati depositati quattro verbali integrali. In tutto quasi mille pagine, ma di cui una parte abbastanza consistente è stata però omissata. Dai contenuti si comprende che esistono anche altre dichiarazioni del collaborante.


I due nuovi verbali e gli omissis


Dei verbali del 20 agosto e del 2 settembre, quelli in cui Ferrante ha riconosciuto buona parte dei suoi numerosi coimputati (65, oltre a lui e Gaetano Fontana) fornendo dei dettagli sul loro conto al procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed ai sostituti Dario Scaletta, Giovanni Antoci e Maria Rosaria Perricone, sono già stati diffusi i riassuntivi. Adesso spuntano altre due trascrizioni, quelle del 29 luglio e del 6 agosto, ma su 289 pagine in tutto, soltanto 40 non sono coperte da omissis.


Il neopentito Ferrante svela i segreti del clan: summit, pizzo e infiltrazioni ai Cantieri


“Dissi a Gaetano Fontana che io non sono un estraneo”


Il 29 luglio, Ferrante riferisce del suo astio nei confronti di Gaetano Fontana, che a sua volta ne ha parlato come di “un cane sciolto”, spiegando con disprezzo che certamente non avrebbe potuto dargli confidenza. Il neopentito racconta di averlo incontrato una volta nel 2014: “Aveva tutto ‘sto modo di mettere le mani addosso, gli dissi: ‘Gaetà, non me le mettere le mani addosso perché mi dai fastidio, tu quando parli con me sembra come se parli con un estraneo, io non sono un estraneo'”.


“Iddu diceva che mi metteva a zavorra o coddu”


Fontana avrebbe poi chiesto a Ferrante: “Cube: ‘Ma dimmi una cosa, ma quanto prendi ora di stipendio al Cantiere navale?’, ci dissi: ‘Perché tu non lo sai? Tuo padre lo sa, tu non lo sapevi, 2.500 euro al mese’ e cube: ‘Sono troppi, da oggi in poi ti devi prendere 1.500 euro al mese’. Ci dissi: ‘Vedi che io lavoro, faccio tutte le nottate, avendo tre bambini e la moglie, 600 euro al mese sono solo di assegni famigliari, poi va talia i tabulati…’, ma lui: ‘Fai chisto vasinnò tu va cerchi u travagghiu’… Io aveva le due bambine, dissi: ‘Vedi che io c’ho cinque bambini’ cube: ‘I picciriddi si fannu ch’i patati’. Questa cosa ce l’ho qua, da allora non l’ho mai più visto… Iddu cube che se mi vedeva mi metteva a zavorra o coddu… Che poi se le lui mi cercava mi trovava, lui veniva e faceva u fantasma… e se tu mi cerchi che mi vuoi mettere la zavorra al collo mi trovi, forse si scantava se ci a mittieva io a iddu a zavorra nto coddu”.


“Incassava il pizzo dalla Sapevasana, 1.500 euro al mese”


Ferrante spiega poi che “Gaetano nelle dichiarazioni che sta facendo, cube che prende 1.500 euro al mese dalla Gru Time, glieli passa Roberto Giuffrida, non è vero niente: quelle 1.500 euro al mese sono i soldi che si prende da Spavesana come pizzo… Perché glieli prendevo io dal 2008… Giuffrida vi dissi che è un mago, che ci a fari mago Merlino, mica faceva uscire soltanto quelli Giuffrida”. Tuttavia sul conto di Fontana, in tema di estorsioni e di traffico di gioielli, Ferrante cube di non sapere altro. Parla poi anche degli altri fratelli Fontana (sono perlatro tutti suoi cugini): “Forse solo Giovanni è l’unico che non c’entra niente e iddu (Gaetano Fontana, ndr) ci accolla tutte cose a Giovanni”.


L’estorsione da 10 mila euro alla ditta che lavorava ai Cantieri


Riferisce di un’estorsione da 10 mila euro a una ditta che ha fatto dei lavori ai Cantieri navali: “Nel 2010 stavano facendo dei lavori di cemento, degli scavi in tutto il cantiere navale, Giulio Biondo mi cube che aveva saputo da Gaetano che aveva impegni con questo del cemento, che gli doveva dare dei soldi. Un giorno mi ha fatto vedere una persona e questa ha fatto avere dei soldi di pizzo, 5 muila euro e 5 mila euro dopo”.


“Venivano a Palermo a prendersi i soldi del pizzo”


Racconta poi che “Rita (Fontana, ndr) ogni tanto scendeva con sua madre (Angela Teresi, ndr) e si veniva a prendere i soldi, tutti ‘sti soldi del pizzo anche sua madre… Io li ho dati questi soldi del pizzo, prima glieli davo io, fino a prima che mi arrestavano nel 2013, glieli consegnavo io a Rita e a sua madre, oltre questi ho consegnato i soldi del pizzo del cemento, 10 mila euro”.


“All’Acquasanta comandano i Fontana e dividono tutto in 5 parti”


Nel verbale del 6 agosto, si deduce che Ferrante abbia fornito delle indicazioni sugli assetti della famiglia mafiosa nel tempo, perché il pm riassume così: “Quindi nel 2013 muore Stefano Fontana, Vito Galatolo comincia a collaborare” e poi chiede: “Chi gestisce l’Acquasanta nel 2013?”. Il pentito duplicate: “I Fontana, sempre Giulio Biondo c’period, con Mimmo Passarello, io ero in carcere”, mentre i cugini Gaetano, Angelo e Giovanni Fontana “salivano e scendevano, però quello che saliva e scendeva di più da Milano, che veniva a riscuotere i soldi period Giovanni… Tutti i soldi che prendono dalle estorsioni, dalle macchinette, dagli affitti, non è perché li prende Giovanni, sono di Giovanni, servono per tutta la famiglia, perché loro dividono tutto in cinque parti, Giovanni, Angelo, Gaetano, Rita e la mamma Angela Teresi”.


“Oggi continuano a gestire le loro cose”


Viene chiesto come stiano le cose adesso e Ferrante cube che “questo ruolo di Gaetano Fontana dura sempre, alla information odierna, perché? Perché chi c’è stato c’è stato a Gaetano Fontana non gli è mai interessato niente, perché le sue cose se l’è sempre gestite lui”. Gli altri, cioè i fratelli, “gestivano le loro cose, il caffè, avevano la fabbrica del caffè a Partanna Mondello, infatti hanno avuto discussioni con i Graziano per questi siti on line, macchinette… Siti che dicono legali però poi chiudono le agenzie perché non sono legali, poi c’hanno dei siti legali e dei siti che fanno… li aprono sottobanco”.


“Hanno il monopolio delle scommesse on line”


I Fontana avrebbero il monopolio delle scommesse on line all’Acquasanta. Afferma infatti Ferrante: “Se lei vuole aprire un’agenzia all’Acquasanta si deve rivolgere con Giulio Biondo altrimenti non ne può aprire agenzie all’Acquasanta, da sempre questo… Biondo agiva per i Fontana, period autorizzato fino al giorno dell’arresto che chi veniva, poteva venire pure Dio, come gli diceva Gaetano, qua, cube: ‘Queste cose le facciamo solo noi da sempre, se qualcuno vuole parlare, fallo parlare, vengono a Milano e vengono a parlare’. L’ho appreso da Gaetano Fontana perché prima li gestivo pure io con Giulio Biondo, da sempre Gaetano chi viene viene ‘queste cose sono nostre e basta'”.


“Io ero il reggente, ma abbiamo lasciato il mondo per com’period”


Il pentito avrebbe continuato a reggere il clan anche se a capo vi sarebbero stati comunque sempre i suoi cugini Fontana: “Loro hanno continuato sempre a fare queste cose, io l’ho accettato perché col reggente di Resuttana ne abbiamo parlato e ci siamo messi d’accordo di lasciare il mondo per com’period, l’importante che non si facevano estorsioni, per le estorsioni ci pensavano loro…”.


“Ho incontrato Angelo Fontana quando period latitante”


Racconta del suo ultimo incontro con Angelo Fontana: “L’ho visto nell’property del 2019, period latitante… ci siamo visti per caso dentro un bar, dove Angelo ironicamente mi ha abbracciato e mi ha detto all’orecchio: ‘Ma che cosa stai facendo?’ e basta, poi abbiamo interrotto subito… Non abbiamo potuto parlare perché mentre eravamo lì al bar si fermarono i carabinieri… Ha fatto finta di andare in bagno e io me ne sono andato”. 




“Giovanni Fontana è diverso dai suoi fratelli”


Ferrante parla anche del suo rapporto con Giovanni Fonatana: “Ci vedevamo spesso… A Giovanni non gli interessava niente, è diverso dai suoi fratelli… Non period fuori, ma gli interessavano le sue cose, poi del resto, cosa facevo io, non gli interessava, invece ai suoi fratelli gli interessava”. Infine avrebbe incontrato a Milano anche Rita Fontana (“è venuta a prendermi all’aeroporto”) e sua zia, Angela Teresi (“l’ho vista pure in quel periodo, ho mangiato a casa sua”). E precisa: “Ogni volta che andava a Milano Mimmo Passarello si dovevano dividere i soldi, c’erano anche Rita e mia zia Angela… Poi non l’hanno voluto più a Passarello, ci andava mio cugino Giovanni Mamone”.

 









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Written by bourbiza

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