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Through il titolare moroso del “Baretto”, ma l’Italo-Belga farà rinascere il chiosco di Mondello



Il finale avrebbe potuto essere diverso e invece, venerdì, succederà semplicemente ciò che è stato rinviato per anni: l’Italo-Belga tornerà in possesso del chiosco dove si trova il “Baretto”, che il titolare – per morosità – dovrà restituire con tutte le sue attrezzature. Lo sfratto – sancito con una sentenza passata in giudicato da tempo – avrebbe dovuto essere eseguito già a luglio, ma Vincenzo Schillaci (che con la sua famiglia gestisce lo storico locale di Mondello dal 1957) si period opposto all’operazione, dopo che anche tanti cittadini avevano protestato per cercare di salvare l’attività. L’intervento, in vista di una trattativa con l’Italo Belga, è stato ulteriormente rinviato advert agosto. Mancando un accordo extragiudiziale tra le parti, il chiosco sarà liberato e Schillaci dovrà anche versare oltre 53 mila di canoni d’affitto arretrati alla società (una cifra che, con gli interessi, è quasi doppia).


L’analisi: lo sfratto e l’indignazione, se la legalità esiste solo a chiacchiere


Ieri sera su Instagram è comparso un submit del Baretto: “Si conclude oggi un bellissimo capitolo iniziato 64 anni fa. Ce ne andiamo con il cuore pesante perché il Baretto è stata la nostra casa, ma anche ricco di gioia perché tutto questo affetto non può che essere indice del fatto che qualcosa di buono in questi anni lo abbiamo fatto e costruito, non solo noi, ma noi e voi insieme. Non ci sono parole per ringraziarvi per tutto l’amore che ci avete dimostrato, sempre, ma soprattutto in questi ultimi mesi difficili. Non mettetevi però troppo comodi perché continuerete presto a mangiare il nostro gelato. Non è un addio ma un arrivederci”. 


Se la famiglia Schillaci sembra avere quindi intenzione di continuare il proprio lavoro altrove, cosa intende fare invece del chiosco l’Italo-Belga che, dopo una lunga e complessa battaglia giudiziaria, tra qualche giorno ne riprenderà il possesso? Dalla società non si sbilanciano, ma quasi certamente il chiosco resterà un punto di ristoro che dovrà però inserirsi in un più vasto piano di riqualificazione di tutto il lungomare di Mondello (il recupero de “La Sirenetta” dopo anni di abbandono ne è un primo esempio). Un’operazione di ampio respiro, in cui sono coinvolti vari enti, e che ha l’obiettivo di favorire la crescita di uno delle zone più belle della città e, quindi, di tutta Palermo. Non si conoscono ancora i particolari, ma i primi risultati dovrebbero essere visibili già la prossima property.


La vicenda del “Baretto” – raccontata da più fronti in maniera molto parziale – è in realtà molto semplice: come aveva raccontato PalermoToday, nel 2010 l’Italo-Belga non aveva rinnovato il contratto d’affitto a Schillaci, che tuttavia period rimasto al suo posto nel chiosco, senza pagare l’affitto fino al 2015 (come lui stesso aveva ammesso) e poi versando una somma al Comune che nel frattempo gli aveva dato una concessione. 




La società aveva avviato una causa per sfrattare l’imprenditore, che poi ha vinto in tutti i gradi di giudizio e che da tempo è diventata definitiva. A luglio, però, quando avrebbe dovuto essere eseguito per la prima volta lo sfratto, Schillaci aveva dichiarato di essere vittima di “un sopruso” e l’assessore comunale al Patrimonio, Toni Sala, aveva preannunciato un ricorso alla Corte d’Appello per avere una sospensiva. Un’istanza rigettata dai giudici. Alla superb venerdì si darà dunque esecuzione al verdetto emesso dai giudici.

 










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Written by bourbiza

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